La stagione alpinistica himalayana del 2026 è iniziata con successi significativi, registrando le prime cime su Annapurna, Dhaulagiri e Makalu. Questi traguardi sono stati raggiunti grazie a una breve finestra di bel tempo e al lavoro instancabile delle squadre sherpa, che hanno preparato le vie di salita. La determinazione e la resistenza degli alpinisti, combinata con il supporto essenziale delle guide locali, hanno reso possibili queste imprese iniziali, nonostante le condizioni spesso difficili e imprevedibili delle vette himalayane. Un inizio promettente che apre la strada a nuove sfide e avventure in alta quota.
Sull'Annapurna, le prime ascensioni stagionali sono state confermate da diversi operatori nepalesi, con un gruppo di cinque alpinisti supportati da guide e portatori nepalesi che ha raggiunto la vetta. L'ascesa è stata particolarmente impegnativa a causa della neve fresca e delle condizioni complesse lungo il percorso. Tra gli scalatori che si sono distinti, Valery Babanov, 62 anni, ha raggiunto la cima alle 6:25 del mattino, accompagnato da Dawa Nurbu Sherpa. Babanov, due volte vincitore del Piolet d'Or, ha dimostrato ancora una volta le sue straordinarie capacità su una delle montagne più insidiose dell'Himalaya. Insieme a lui, Charles Page, Israfil Ashurli, Vladimir Afanasyev e Yuri Kruglov hanno completato l'impresa, con il prezioso supporto del team sherpa guidato da Lakpa Sherpa. Non tutte le spedizioni hanno avuto successo: Stefi Troguet, che tentava la vetta senza ossigeno, ha dovuto rinunciare a circa 7500 metri a causa del freddo estremo e del vento gelido, ma ha espresso la sua intenzione di riprovarci in futuro.
Il Dhaulagiri ha presentato sfide ancora maggiori, con una valanga che ha colpito il Campo 2 poco prima del tentativo di vetta, rendendo necessario il riallestimento di parte della via. Nonostante l'incidente, diversi alpinisti sono riusciti a raggiungere la cima, tra cui gli ucraini Valentyn Sypavin e Iryna Galay, insieme a un gruppo internazionale proveniente da Giappone, Corea, Romania e India. Sypavin ha evidenziato le difficoltà incontrate, riferendo che le corde fisse terminavano a circa 200 metri dalla vetta. Tra i membri di spicco della spedizione c'era anche Sanu Sherpa, impegnato nel suo ambizioso progetto di completare per la terza volta tutti i 14 Ottomila.
Sul Makalu, la prima cima stagionale è stata raggiunta dalla squadra di fissaggio delle corde, che ha toccato la vetta alle 17:40 del 18 aprile, aprendo ufficialmente la strada per le spedizioni commerciali. Il team, composto da Dawa Sherpa, Pasang Nurbu Sherpa, Pema Chhumbi Sherpa, Mohan Singh Tamang, Phurbu Kusang Sherpa e Phudorchi Sherpa, ha lavorato autonomamente per rendere la montagna accessibile nelle prossime settimane. Si prevede che i primi clienti tenteranno la scalata nei prossimi giorni, mentre le squadre sherpa si prepareranno a supportare le rotazioni o a spostarsi verso altri obiettivi.
Le prime conquiste sulle vette himalayane segnano un inizio intenso per la stagione alpinistica del 2026. Alpinisti di fama mondiale e squadre di supporto hanno affrontato condizioni estreme e pericoli naturali, dimostrando tenacia e spirito di avventura. Questi successi iniziali non solo celebrano le capacità umane, ma offrono anche un'anteprima delle sfide che attendono chiunque si avventuri sulle maestose cime dell'Himalaya, con l'augurio di ulteriori traguardi e, soprattutto, di ritorni sicuri.